La pelle nuda fremente, che di notte raccoglie i sogni, la tua pelle nuda fremente, che vive senza emozioni paga soltanto del mondo, che la circonda indifeso, la tua pelle non è profonda, resta soltanto una resa: una resa a un corpo malato che nella notte sprofonda, un grido tuo disperato, a quello che ti circonda. La tua pelle che fa silenzio, e lievita piano l’ora, la tua pelle di dolce assenzio forse può darti l’aurora, l’aurora tetra e gentile di un primo canto di aprile. (da “La terra santa”)_Alda Merini (Fuente: aldamerini.it)